Chi scrive schede per mestiere conosce il problema: la scheda in sé si costruisce in venti minuti, ma tenerne in ordine cinquanta — ognuna diversa, ognuna da aggiornare ogni quattro settimane — è un lavoro che nessuno ha mai pagato a nessuno. Si finisce con una cartella di file Word, un foglio Excel con i carichi, e le foto degli esercizi mandate su WhatsApp una per una.
Questo articolo è sulla prima parte: cosa mette dentro una scheda chi la scrive bene. Alla fine c'è anche la seconda, perché da questo mese Prenotoio ha un modulo che se ne occupa.
Una scheda non è una lista di esercizi
La differenza fra una scheda scritta bene e un elenco sta in tre informazioni che l'elenco non ha.
In che ordine si fanno le cose. Non è un dettaglio: gli esercizi che chiedono più coordinazione e più carico vanno all'inizio, quando il sistema nervoso è fresco. Uno stacco da terra messo per ultimo, dopo quaranta minuti di lavoro, non è lo stesso stacco.
Quanto si recupera. È il parametro che quasi tutti dimenticano di scrivere, ed è quello che cambia di più l'effetto dell'allenamento. Tre minuti fra le serie allenano la forza. Quarantacinque secondi allenano un'altra cosa. Stessa scheda sulla carta, due stimoli diversi.
Cosa succede la settimana prossima. Una scheda che vale solo per oggi non è una scheda, è una seduta.
Le sessioni: A, B, C
Il modo più diffuso di organizzare il lavoro è dividerlo in sessioni ricorrenti, chiamate per lettera. Una divisione classica su tre giorni:
- A — petto e tricipiti
- B — dorso e bicipiti
- C — gambe
Il cliente non si allena "il lunedì": si allena facendo A, poi B, poi C, e ricomincia. Se salta un giorno non salta una sessione, la sposta. È una differenza pratica enorme per chi ha orari irregolari, ed è il motivo per cui i giorni della settimana su una scheda dovrebbero essere facoltativi. Chi ci tiene li mette, chi si allena quando riesce non deve inventarsi un calendario per far contento un software.
Le superserie, e l'errore di scriverle male
Una superserie è due esercizi eseguiti di fila senza recupero in mezzo. Si scrivono così:
- 2A — Panca inclinata con manubri, 3 × 10, nessun recupero
- 2B — Croci ai cavi, 3 × 12, recupero 75″
Notare dove sta il recupero: solo sull'ultimo esercizio del giro. Fra 2A e 2B non c'è riposo — è tutto il senso della superserie. Se sulla riga 2A scrivi 0", il cliente legge "riposa zero secondi" e si ferma comunque a guardare il telefono. Se non scrivi niente, capisce di dover passare subito al successivo.
È il tipo di dettaglio che distingue una scheda che funziona in sala da una che va spiegata a voce ogni volta.
La progressione: il carico che cambia
Una scheda che vale un mese ha una colonna per settimana. Non perché serva riempirle tutte — ma perché è lì che si scrive l'unica cosa che fa progredire qualcuno: il carico sale.
- Panca piana — 60 kg, poi 65 kg, poi 70 kg, poi 50 kg nella settimana di scarico
- Panca inclinata — 22 kg, poi 24 kg, poi 26 kg, poi 20 kg nella settimana di scarico
La quarta settimana non è un errore di battitura. È una settimana di scarico: carichi ridotti di proposito, per permettere al corpo di assorbire il lavoro delle tre precedenti. Saltarla è il modo più comune di mandare in stallo un cliente che stava andando bene.
Detto questo: non tutti periodizzano, e va benissimo. Chi scrive 4×8 e lo tiene uguale per sei settimane sta facendo una scelta legittima, e non dovrebbe vedersi imporre una griglia di progressione da riempire. La complessità dovrebbe pagarla solo chi la usa.
Le immagini valgono più delle parole
Una scheda con scritto "spinte su panca con presa media" richiede che il cliente sappia già cosa significa. Una scheda con due fotogrammi — posizione di partenza e di arrivo — non richiede niente.
È la ragione per cui i preparatori bravi disegnavano gli omini sui fogli, prima che esistesse il software. Se il cliente deve chiedere, la scheda ha fallito il suo lavoro nel momento esatto in cui serviva.
E poi c'è la parte noiosa
Tutto quello sopra è mestiere. La parte che consuma il tempo è un'altra:
- ritrovare la scheda di quel cliente di due mesi fa
- rifarla partendo da quella invece che da zero
- mandargliela in un formato che apra sul telefono
- tenere il conto di chi ha la scheda scaduta
Nessuna di queste è allenamento, e tutte insieme valgono più ore di quelle passate a scrivere le schede vere.
Il modulo Allenamenti di Prenotoio
Da settembre 2026 Prenotoio ha un modulo Allenamenti che fa esattamente questo, dentro il pannello dove già ci sono clienti, calendario e pagamenti.
- Libreria di esercizi illustrata, con due fotogrammi per movimento e le indicazioni d'esecuzione in italiano, filtrabile per gruppo muscolare e attrezzo
- Esercizi tuoi accanto a quelli del catalogo, visibili solo a te
- Sessioni A/B/C per cliente, con i giorni della settimana solo se ti servono
- Superserie che si rendono da sole come 2A e 2B, con il recupero al posto giusto
- Progressione settimana per settimana, scarichi compresi — e nessuna griglia per chi non la usa
- PDF pronto da stampare e consegnare in sala
- Invio della scheda via email al cliente, con un clic
- Duplica una scheda per ripartire da quella del mese prima
Il modulo è un add-on autonomo, attivabile anche senza il modulo Palestra: pensato tanto per la palestra che segue anche i corsi quanto per il personal trainer indipendente che non ne ha bisogno.
Le illustrazioni vengono dal progetto Everkinetic, rilasciate con licenza CC BY-SA 4.0. I testi in italiano — nomi, indicazioni d'esecuzione e avvertenze — sono scritti da noi.
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